Francesco Capasso

Vuoto Interiore/Inner Emptinness

Quasi o sempre l'essere umano non è mai presente, forse mi sbaglio, lui c'è ma con la sua manodopera, quindi c'è il vissuto, il passato ed e proprio da qui che partirei. Ci troviamo al Villaggio Coppola una frazione di Castel Volturno, in Campania. Qui il passaggio dell'uomo è stato brusco, infelice, con un'aria da dittatore. A dire il vero è stato proprio così, un villaggio che affaccia sul mare, ritenuto esempio di abusivismo edilizio, oggi le strutture sono occupate da immigrati e tossicodipendenti, il tutto? Grazie agli atti illegali, non sapendo delle conseguenze future di quello che sarebbe potuto essere. Oggi, un luogo abbandonato a sé stesso, la natura qui prende il sopravvento.
Questo è un progetto chiamato VUOTO INTERIORE, un passato costruito, vissuto e abbandonato.
Attimi di spiaggia che simboleggiano solitudine interiore, raccontandola attraverso pochi elementi
essenziali. Il termine Interiore, a mio avviso in rappresentanza di elementi come, la cabina di guardia, la cuccia per cani, lo stabile vuoto, gli spogliatoi, richiama sicuramente l’interiorità di un ricordo, una vita vissuta e quindi un passato gioioso e sereno, fatto di bambini e famiglie, raccolti in una spensieratezza estiva.
C’è da dire che sicuramente il vuoto rappresenta anche una grandissima esteriorità di quello che è oggi il Villaggio Coppola. Perché la realtà, ci dice che il luogo, risulta assente da qualsiasi tipo di attività riqualificativa dell'area, in più il turismo è azzerato e quindi non ci resta che la bellezza nella sfortuna di poter ammirare un paesaggio vuoto, ma pieno dentro di ricordi. In questo caso il vuoto assume anche un significato diverso
o un significato multiplo, come la malinconia, c’è da analizzare la mia soggettività su quelli che sono i principi fondamentali in gran parte delle fotografie, ovvero l'opposizione tra il cielo coperto, il mare e la spiaggia che ad ognuno viene attribuito il proprio limite, la divisione che lì distacca. Il cielo, nelle sue nuvole racconta di una crudeltà passata che ha lasciato ferite aperte nel presente ed è quindi la realtà di oggi. Il mare è un contenitore di ricordi e di azioni compiute, lui ha visto tutto, il bene ed il male, oggi
rappresenta un blocco della realtà, non ha via d’uscita, rinchiuso in sé stesso con l'impossibilità di compiere atti che richiamino una fase di ripesa o di continuo peggioramento della situazione, l’attesa eterna, il confine eterno. La sabbia, il suo colore morbido e caldo rappresenta un senso di serenità, pace, dove gli unici problemi erano quelli di scegliere il gusto del gelato preferito, va a ricollegarsi al passato di una vita
vissuta, le estati infinite, le giornate infinite ma dà anche un senso di speranza sul futuro.

Pubblicato su Broad Magazine, ArtDocMagazine, Aesthetica Magazine, The Pupil Sphere.


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Almost or always the human being is never present, maybe I'm wrong, he is there but with his workforce, so there is the experience, the past and it is precisely from here that I would start. We are in the Coppola Village, a fraction of Castel Volturno, in Campania. Here the passage of man was abrupt, unhappy, with the air of a dictator. To tell the truth it was just like that, a village overlooking the sea, considered an example of illegal building, today the structures are occupied by immigrants and drug addicts, all? Thanks to illegal acts, not knowing the future consequences of what could have been. Today, a place left to itself, nature takes over here.
This is a project called INNER EMPTINNESS, a past built, lived and abandoned.
Moments of the beach that symbolize inner solitude, telling it through a few elements
essential. The term Interior, in my opinion representing elements such as the guard cabin, the dog bed, the empty building, the changing rooms, certainly recalls the interiority of a memory, a lived life and therefore a joyful and serene past, made up of children and families, gathered in a summer carefree.
It must be said that certainly the void also represents a very large exterior of what the Coppola Village is today. Because reality tells us that the place is absent from any type of redevelopment activity in the area, plus tourism is eliminated and therefore we just have the beauty in the misfortune of being able to admire an empty landscape, but full of memories inside. . In this case the void also takes on a different meaning
or a multiple meaning, such as melancholy, there is to analyze my subjectivity on what are the fundamental principles in most of the photographs, namely the opposition between the overcast sky, the sea and the beach that everyone is attributed with the its limit, the division that detaches it. The sky, in its clouds, tells of a past cruelty that has left open wounds in the present and is therefore the reality of today. The sea is a container of memories and accomplished actions, he has seen everything, good and evil, today
represents a block of reality, has no way out, locked up in itself with the impossibility of carrying out acts that recall a recovery phase or a continuous worsening of the situation, eternal waiting, the eternal boundary. The sand, its soft and warm color represents a sense of serenity, peace, where the only problems were to choose the flavor of the favorite ice cream, goes to reconnect to the past of a lifetime
lived, the endless summers, the endless days but it also gives a sense of hope for the future.

Published in Broad Magazine, ArtDocMagazine, Aesthetica Magazine, The Pupil Sphere,Conceptual Project.
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